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avv. Sergio Galleano, avv. Laura Tumiatti, avv. Roberta Federici, avv. Barbara Ciscato, avv. Virginia Giocoli, avv. Maria Barone, avv. Francesca Bovi, dr. Marco Cazzaniga, dr.ssa Chiara Carpaneda, dr.ssa Elena Spanu, dr.ssa Tiziana De Pasquale ____________________________________________________________________________________________________________________________________________________
COMUNICATO PER I CLIENTI CHE HANNO IN CORSO UNA CAUSA CON POSTE RELATIVA AI CONTRATTI A TERMINE
SULL’ACCORDO DEL 4 MAGGIO 2006
Lo studio da alcuni giorni sta ricevendo numerose telefonate che chiedono consigli in merito all’”accordo” raggiunto tra Poste ed OO.SS. in data 4.5.2006 [leggi l’accordo – scarica l’accordo] (peraltro pubblicizzato anche su giornali e televisione) con il quale si sarebbe convenuta l’assunzione di 10.000 lavoratori, assunzioni che sarebbero attinte dalla graduatoria che si viene formando attraverso l’adesione dei lavoratori alla seconda parte dell’accordo del 13.1.2006. (ricordiamo in proposito, che si tratta della possibilità, per coloro che sono in causa ma non hanno ancora avuto una sentenza di reintegra ovvero, pur non avendo ancora iniziato il giudizio, potrebbero agire in base ai contratti a suo tempo stipulati con Poste, di rinunciare alla causa in corso o che potrebbero iniziare, in cambio dell’inserimento in una graduatoria da cui Poste si impegna ad attingere in ipotesi di nuove assunzioni: v. in proposito il commento all’accordo 13.1.2006 pubblicato su questo stesso sito) Questo studio si guarda dall’entrare nel merito degli accordi sindacali raggiunti tra Poste e le OO.SS. essendo completamente diversi i ruoli degli studi legali e le parti sociali. Ciò non di meno, i tempi e le modalità di pubblicizzazione di tale accordo necessitano di alcune spiegazioni, al fine di porre i lavoratori nelle condizioni di avere tutti gli elementi per effettuare una scelta ponderata. Nell’accordo del 4 maggio 2006, dopo alcune premesse, si dice, con riferimento alla seconda parte dell’accordo 13.1.2006, di cui si è detto sopra, che: Il ricorso al citato sistema di graduatorie consentirà di gestire i nuovi ingressi in azienda coerentemente con i progetti di reingegnerizzazione e i processi di sviluppo commerciale nonché le esigenze di copertura del turn over fisiologico nel prossimo triennio. Quindi si prosegue: Per il triennio 2006 – 2008 l’Azienda conferma che il piano generale delle sportellizzazioni sarà pari a circa 7.000 risorse, di cui 3.000 nel 2006, così come già anticipato nel verbale di accordo del 27 febbraio 2006. L’accordo del 27.2.2006 [leggi l’accordo – scarica l’accordo] prevedeva la mobilità verso la sportelleria del personale già in forza (e che aveva sottoscritto la prima parte dell’accordo 13.1.2006). Non si tratta, dunque, di nuove assunzioni ma semplicemente di uno spostamento interno di personale da altri settori alla sportelleria di personale già presente in azienda. L’accordo poi prosegue: In coerenza con quanto sopra esposto, l’Azienda conferma quindi la previsione dell’ingresso di circa 10.000 risorse a copertura di esigenze stabili nel triennio 2006/2008, di cui 4.000 nel 2006. Qui sembrerebbe, invece, che si parli di nuove assunzioni (ingressi), ancorché l’affermazione non trovi nessun riscontro nel testo dell’accordo. Si noti peraltro che tale affermazione fa sempre parte delle premesse dell’accordo, mentre nell’accordo vero e proprio (che è la parte che segue l’espressione le Parti convengono quanto segue… e che è successiva) ci si limita a generici impegni realizzare il contenuto dell’accordo 13.1.2006, ad agevolare il turn over dei dipendenti e fissare delle date per l’assunzione di personale flessibile e, successivamente, di quello riferito ad esigenze di carattere stabile. Vi è quindi una certa confusione, dalla quale emerge comunque che non vi è alcuna certezza in merito all’assunzione di coloro i quali decideranno di aderire alla seconda parte dell’accordo 13.1.2006, rinunciando così definitivamente alla causa in corso o che potrebbero iniziare, senza avere la certezza di essere assunti da Poste. Peraltro, è pervenuta a questo studio la bozza di una comunicazione della Direzione centrale delle risorse umane di Poste [leggi la comunicazione – scarica la comunicazione] che è molto chiara sul punto e che, in considerazione della poca leggibilità del documento, si riproduce integralmente di seguito in carattere corsivo: Nella tarda serata di ieri, è stato siglato un accordo con le OO.SS finalizzato a completare il piano di intervanto per la risoluzione del problema degli ex CTD. Come noto, l’intesa del 13 gennaio 2006, oltre ad offrire la possibilità di consolidare il proprio rapporto di lavoro ai circa 13.000 ctd riammessi dai giudici in cambio della restituzione delle somme ricevute per i periodi non lavorati (hanno aderito circa 11.000 dipendenti), aveva previsto di costituire una graduatoria per le assunzioni da realizzare nel prossimo triennio nella quale fa confluire tutti gli ex ctd con una causa pendente o non ancora in causa ma potenzialmente interessati a lavorare, sempre attraverso un atto di conciliazione individuale. E tutto ciò con l’obbiettivo di creare un meccanismo assolutamente alternativo e controllabile di ingressi in azienda. Il termine per entrare in graduatoria è quello del 15 maggio e finora sono giunte circa 8.500 domande. Ovviamente l’obbiettivo dell’Azienda è quello di “asciugare” il più possibile la platea dei ricorsisti in pendenza di sentenza e innescare un circolo virtuoso (rinuncia alla causa, ingresso in graduatoria, assunzione: parallela riduzione dei nuovi ricorsi e quindi riduzione delle riammissioni per via giudiziale). Al fine di rendere il più possibile “appetibile” tale sistema e rendere più facile la decisione di chi deve rinunciare alla causa senza particolari certezze rispetto alla propria aspettativa di lavoro, si è ritenuto opportuno dare una maggiore visibilità dei piani di mobilità professionale e di esigenze di personale contenuti negli equilibri di Piano 2006-2008. In particolare, nella sua premessa, l’accordo dà evidenza delle revisioni aziendali di 7.000 sportellizzazioni (3.000 nel 2006) e di 10.000 ingressi (4.000 nel 2006). E tutto quindi all’interno degli equilibri di piano aziendale, che come note prevede un efficientamento complessivo di personale. Ovviamente, nell’accordo si parla di ingressi e non di assunzioni in quanto il numero di assunzioni “fresche” scomputerà le riammissioni che continueranno a pervenire per via giudiziale. E ciò rappresenta un ulteriore elemento finalizzato a rendere virtuoso il sistema. In tal senso appare evidente l’obiettivo dell’Azienda di smontare alibi ed equivoci spesso alimentati in particolare dagli studi legali di parte avversa, che hanno finora mal digerito la forte presa di posizione dell’Azienda e del sindacato. Infine, l’intesa, nel richiamare Azienda e Sindacato ed un importantissimo compito di comunicazione e monitoraggio di tutto il processo, ha confermato che il sistema di assunzione da graduatoria decollerà a luglio (prima i flessibili e poi gli stabili) e ha ribadito l’interesse delle parti a individuare ogni misura in grado di favorire l’accelerazione del turn-over, comprese quelle di carattere istituzionale e legislativo. Il riferimento è all’utilizzo ottimale del Fondo di solidarietà e di sostegno al reddito per il settore postale, da alcuni mesi costituitosi presso l’Inps. L’obiettivo è ottenere una deroga rispetto alle nuove previsioni legislative per consentire l’uscita di un maggior numero di persone che aspirano alla pensione e creare così un ulteriore volano per il personale CTD presente in graduatoria. Sarà quindi necessario gestire nei prossimi giorni un’accurata campagna di comunicazione che da una parte chiarisca il senso delle previsioni occupazionali formulata dall’Azienda, e dall’altra informi le persone che hanno un contenzioso in atto che la probabilità di essere riammessi in azienda, a fronte di un tasso di soccombenza sempre più favorevole a Poste Italiane, è maggiore se si decide di rinunciare alla causa in atto ed entrare in graduatoria.
(tale comunicazione, come potrete vedere dall’originale, non è firmata, ma le assicurazioni avute e l’esame del contenuto, fanno ritenere l’autenticità delle affermazioni del testo riportato, a prescindere dal fatto che la comunicazione abbia poi ufficialmente assunto la forma sopra riportata od altra più “morbida”). Tirando le somme di quanto sinora riportato, emerge dunque che: o l’”accordo” 4 maggio 2006 non prevede alcun impegno di Poste ad assumere personale, limitandosi a riportare (nelle premesse) alcune previsioni di Poste. o le 7.000 sportellizzazioni non sono nuovi posti di lavoro, ma unicamente la riqualificazione di personale già in forza a Poste. o i 10.000 “ingressi” (e non assunzioni, dunque) sono il numero di persone che Poste ritiene di dovere assumere a seguito dei contenziosi in essere. Poiché è pensabile che molti non firmeranno l’accordo, il numero di coloro che andranno a vincere la cause in corso diminuirà i posti disponibili per coloro i quali decideranno di aderire all’accordo, rinunciando al giudizio, diminuendo così le loro possibilità concrete di assunzione. o ciò tanto più in considerazione che il contenzioso, a differenza di quanto si afferma nel comunicato interno sopra riportato, è, allo stato, tutt’altro che negativo per i lavoratori, evidenziando, anzi, una costante soccombenza di Poste, anche con riferimento alle tipologie di contratti più recenti (anche interinali) come da sentenze che a breve verranno pubblicate su questo sito). Tanto si è ritenuto opportuno chiarire in modo da fornire agli interessati tutte le informazioni utili al fine che effettuino la scelta più ponderata possibile, essendo questo il compito istituzionale dell’avvocato nel nostro ordinamento e, comunque, il principio al quale si è sempre attenuto questo studio legale. Milano – Roma 11 maggio 2006
Sergio Galleano |