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Udienza del 4 marzo 2010 Corte di Giustizia delle Comunità Europee
Il 4 marzo si è tenuta a Bruxelles l’udienza relativa alla causa Sorge, di cui si è data notizia più volte in questo sito[1]. All’udienza hanno difeso le ragioni della parte lavoratrice gli avvocati Lo Martire e De Michele. In particolare, da quanto è stato riferito allo studio, la Corte è rimasta colpita dal contrasto di giurisprudenza tra la Corte costituzionale (sentenza 214/2009) e la Corte di Cassazione (sentenza 1577/2010)[2] di cui si è scritto ampiamente su questo sito. In proposito è sta disposta la traduzione delle due sentenze nelle varie lingue processuali in modo che possano essere esaminate da tutti i giudici (il collegio è formato da giudici di nazionalità diverse). Altresì, la Corte ha mostrato interesse alla circostanza, debitamente sottolineata dai difensori della parte lavoratrice, che Poste italiane è posseduta dallo Stato italiano, in parte direttamente e, indirettamente, attraverso la Cassa depositi e prestiti (a sua volta a maggioranza azionaria da parte dello Stato italiano)[3].
L’Avvocato generale ha preannunciato che depositerà le sue conclusioni entro il 22 aprile p.v., dopodiché, in tempi al momento non prevedibili, la Corte emetterà la sua sentenza.
Non appena le conclusioni saranno depositate lo studio le pubblicherà sul sito.
Milano, 5 marzo 2010
Sergio Galleano [1] Si vedano, sul punto, gli interventi Sollevata anche di Fronte alla Corte di Giustizia delle Comunità europee la questione di illegittimità dell’art. 1 del D.lgs. 368/2001 e Fissata per il 4 marzo 2010 la trattazione dell’udienza avanti alla Corte di Giustizia delle Comunità europee per l’art. 1 del D.lgs. 368/2001. [2] V. l’intervento Cosa succede in Cassazione: la sentenza 1577 del 26.1.2010 smentisce la Corte costituzionale. [3] La possibile rilevanza della questione era stata già sottolineata in Corte costituzionale 241/2009: luci (poche) ed ombre (molte) di una sentenza fatta male, sempre su questo sito.
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